I topinambur, fiori gialli e tuberi delicati

Data: 
15 September, 2017

“Noi coltiviamo i “ciapinabò” (questo è il nome dialettale dei topinambur) con tecniche analoghe a quelle della coltivazione delle patate” A spiegarci come produce questo strano tubero è Mauro. “In primavera, nel mese di aprile, piantiamo i tuberi più piccoli dell'anno precedente (quelli delle dimensioni di una noce) in campi fresati e concimati con letame bovino. Il tubero cresce lentamente ed è pronto per la raccolta solo ai primi di ottobre. Il topinambur necessità di molta acqua per crescere adeguatamente, altrimenti si hanno solo tuberi molto piccoli, per questo motivo è necessario irrigarlo regolarmente, soprattutto in periodi molto secchi come gli ultimi mesi. La raccolta inizia subito dopo la fioritura quando i campi autunnali sono colorati del giallo di questi fiori. Negli ultimi anni la richiesta di questo tubero è aumentata moltissimo anche perché viene impiegato in molte ricette pensate per tener basso l'indice glicemico (è ricco di inulina uno zucchero complesso che viene assimilato lentamente). In famiglia siamo soliti mangiare il “ciapinabò” crudo, tagliato a fettine sottili, in insalata oppure come accompagnamento per la bagna caoda (un classico della cucina piemontese). Recentemente ho anche sentito di qualcuno che prepara direttamente la bagna caoda sostituendo l'aglio con i topinambur per avere una salsa dal sapore più leggero.”