Frutta

Uva

Azienda agricola Roncaglia di Bianciotto Aldo

"Da bambino qua era tutto vigneto, poi abbiamo cominciato con la frutta. L'uva è tornata un po' per caso perché un terreno che era stato venduto tanti anni fa da mio papà perché l'aveva legato ad una casa che aveva venduto, dopo più o meno trent’anni i proprietari hanno rivenduto quella casa e poi hanno venduto il terreno, che non abbiamo acquistato noi perché non ci interessava, però ci hanno venduto il terreno che originariamente era della cascina. Nell'arco di questi trent'anni il signore che aveva comprato quel terreno aveva fatto un frutteto e un vigneto familiare su una superficie di 4000 metri, quindi una cosa grossa, e io ho voluto conservarlo così com'era, andando a integrare qualcosa di nuovo: su quei 4000 metri lì ci saranno oltre 100 varietà diverse di mele e pere, di tutto un po'. Lì aveva impiantato anche un piccolo vigneto, 4 filari, dove i nomi delle varietà io non li so neanche perché ci saranno, anche lì, una trentina di varietà diverse. Volevo quasi estirpare tutto e fare una coltivazione normale, poi mi sono detto "è anche talmente bello" e mi sono reso conto dopo tanti anni che, ogni tanto, passare qualche ora in vigneto è rilassante e quindi abbiamo cominciato con queste varietà d’uva, abbiamo cominciato a venderne un po' così, a farla trasformare in vino con questi molteplici vitigni tant'è che adesso facciamo 500 bottiglie di vino all'anno con un'etichetta che ho voluto chiamare "Passatemp" per darne una definizione gioiosa. Io porto l'uva alla Scuola Malva di Bibiana, me la faccio trasformare in vino. Una parte invece la tagliamo, ed è quella che tengo come uva da tavola. Adesso devo tagliare delle cose eccezionali come bontà.

Queste diverse varietà di uva da tavola non ci richiedono trattamenti, io sto sviluppando un po’ di ripianto, di uve tutti gli anni ne pianto 20-30 piante che magari muoiono, tutto il resto lo facciamo biologico con rame, zolfo e basta così. Alcune varietà sono un po' più sensibili, lì è tutto unito, le varietà sono in sequenza, una dopo l'altra. Il vecchio proprietario, tra l'altro, cosa che è andata persa, aveva una mappa del vigneto con tutte le varietà che aveva impiantato. Io tutti i nomi non li conosco, ma ci sono delle cose meravigliose. Il problema più grosso sono i caprioli che ti mangiano l'uva, perché vanno proprio a trovarla varietà per varietà, man mano che matura, tant'è che probabilmente quest'inverno metteremo su una rete antigrandine di protezione. Avevo dell’uva della famosa Lignenga, ce ne sono alcune viti in mezzo alle altre, ma ho trovato i grappoli ripuliti. Altre grosse difficoltà non ce n'è.

Più o meno produciamo 8-10 quintali d’uva, sono numeri molto molto piccoli. L'uva è bella sana, l’unica cosa che vediamo è un po’ di oidio, però lì si controlla con lo zolfo perché non ci sono prodotti, io potrei anche farla fuori ma visto che ho tutto bio non vado a togliere il vigneto dal biologico. Di questa varietà bianca, che non è da trattare proprio, ne ho messe alcune altre viti ancora quest’anno, è un’uva un po' più croccante, più dura, però è buona, è sia bianca che rossa, un'ottima uva da tavola."



Origine Italia

Uva g 500