Agricoltura nativa

Lo zafferano dell'altopiano di Navelli

oro rosso

Con AgriSpesa puoi assaggiare lo zafferano dell'altopiano di Navelli, un preziosissimo ingrediente di cucina, fondamentale per la realizzazione di alcuni piatti simbolo delle tradizioni gastronomiche mediterranee. La cooperativa dell'altopiano di Navelli in provincia de L'Aquila da oltre 40 anni si occupa di tutelare la produzione di zafferano del centinaio di soci che la costituiscono. Lo zafferano viene ancora oggi coltivato dai membri della cooperativa dell'altopiano di Navelli mediante la propagazione vegetativa, ovvero il trapianto dei bulbi. In primavera i terreni destinati alla coltivazione di questo fiore vengono riccamente concimati con letame e sottoposti ad una profonda aratura. Il terreno viene anche fresato affinché rimanga morbido fino ad agosto, momento in cui vengono trapiantati i bulbi; il ciclo vegetativo inizia dopo le piogge di settembre quando dai bulbi fuoriescono le prime foglie filiformi e l'asse floreale. I fiori, composti da sei petali di colore roseo-violaceo e dallo stimma rosso scarlatto, vengono raccolti la mattina prima che si aprano per esporsi ai raggi solari. Dopo la raccolta si effettua l'asportazione degli stimmi che vengono successivamente tostati su setacci da farina posti sulle braci. La tostatura è il momento cruciale della lavorazione dello zafferano, in questa fase gli stimmi perdono i 5/6 del loro peso. Per produrre un chilogrammo di zafferano secco occorrono circa 250.000 fiori e 500 ore di lavoro. Lo zafferano è uno degli alimenti più ricchi di carotenoidi, molecole naturali dal forte potere antiossidante. Le tre molecole che conferiscono allo zafferano le sue caratteristiche uniche sono: la crocina, con potere colorante che dona il colore giallo dorato, la picrocrocina che fornisce il retrogusto amaro e il safranale che infonde il classico aroma. Se desideri provarlo lo puoi trovare da AgriSpesa
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Pubblicato da il 14 febbraio, 2016 - 00:46

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