Mangiare sano

Le erbe di campo

Mauro Villa raccoglie per AgriSpesa nella collina di Gassino Torinese borragine, tarassaco, farinaccio, piantaggine, ortica e qualche fiore di campo come la violetta o la primula.

Le erbe spontanee sono da sempre utilizzate nella preparazione di tantissimi piatti: dalle frittate alle minestre, ai risotti o per insalate saporite e colorate. Sono un dono che la natura ci offre, un cibo che cresce senza doverlo coltivare, una vera ricchezza per la nostra tavola e per la nostra salute.

Ogni erba ed ogni fiore apporta le sue caratteristiche peculiari, di sapore e di proprietà. Così i fiori di violetta possono essere aggiunti alle insalate per fornire colore e profumo oppure possono essere fritti in pastella, per ottenere degli stuzzichini dal sapore delicato e croccante.

Delle primule si possono mangiare le foglie in insalata da sole o unite ad altre verdure e i fiori gialli in boccio o appena sbocciati sono ottimi con le insalate. Mangiata di sera, la primula procura un sonno piacevole e naturale. Si può anche usare nelle minestre o per preparare tisane distensive.

La piantaggine è tra le erbe più salutari, se ne utilizzano solo le foglie tenere, che possono essere consumate crude in insalata oppure lesse come gli spinaci.

I fiori della borragine e le foglie tenere servono per condire minestre e minestroni, oppure si consumano lessati e semplicemente conditi con olio, aglio e sale. Le sue foglie possono anche essere usate anche per il ripieno di ravioli o per insaporire le patate. La borragine cruda, tritata e saltata in padella con un pezzetto di burro è anche ottima per condire la pasta asciutta. E ancora, passate in pastella e fritte le sue foglie sono adatte ad accompagnare un aperitivo o ad arricchire un goloso antipasto.

Del farinaccio o farinet si cucinano le foglie come gli spinaci ed è ottimo anche in insalata. Dell'ortica si raccoglie l’intera piantina giovane che viene lessata per preparare minestre o frittate.

Infine del tarassaco, una piantina conosciutissima, si raccoglie la pianta intera sia prima sia dopo la fioritura, possibilmente con la radice. E' sicuramente il simbolo delle piante selvatiche commestibili; certo la più apprezzata per gusto e per rendimento. Ottima in insalata, se cotta è buona lessata o stufata in padella; è un buon ingrediente per minestre ed è anche ottima la radice lessata.

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Pubblicato da Redazione il 1 marzo, 2016 - 00:10

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