Agricoltura nativa

FoglioSpesa 13/12

In memoria di Gino Girolomoni

“…un conto è dirle le cose, un conto è farle per davvero”
Ho incontrato Gino Girolomoni a Isola del Piano (Urbino) nel settembre 2009 (FoglioSpesa 39/09). Fui ospitata, con Eri Nakanishi e con mia figlia Giovanna, in una delle stanze della locanda della tenuta di Montebello. La sera era in programma l’attribuzione del premio Farmers Friend 2009 ad Ibrahim Abuleish, fondatore di Sekem in Egitto. Gino Girolomoni e Ibrahim Abulleish, due persone di così grande carisma hanno trasmesso una forza straordinaria a chi ha avuto la fortuna di incontrarli. A loro si devono esperienze che hanno profondamente inciso sul mondo dell’agricoltura attraverso l’introduzione dei metodi di coltivazione biologico e biodinamico. Ibrahim ha bonificato 70 ettari di deserto nel Governatorato di Sharkia a 60 km a nord-ovest di Il Cairo facendone luogo di vita e di lavoro per sé, la sua famiglia e altri 2000 collaboratori, attraverso l’agricoltura biodinamica, l’orticoltura, la produzione di cotone e la tessitura, la coltivazione di erbe officinali e l’estrazione di principi attivi per farne farmaci. Gino Girolomoni ha fondato la cooperativa Alce Nero, recuperando pian piano un territorio abbandonato da decenni, ristrutturando un antico monastero Nel comune, costruendo una stalla, un mulino, un pastificio e per ultimo un magazzino in legno con le tecniche della bioedilizia. di Isola del Piano oggi si alleva bestiame, si coltivano cereali, soprattutto da decorticare oppure da trasformare in farina o pasta. Nuove opportunità lavorative vengono offerte anche ad altri giovani del luogo. Dopo trenta anni una buona parte della superficie agricola del comune viene coltivata col metodo dell’agricoltura biologica. Nel 2008 la Cooperativa Alce Nero contava 30 soci, 35 dipendenti e 7milioni di fatturato, derivante dalla vendita di soli prodotti biologici.
Si chiedeva Gino Girolomoni: “se i nostri padri sono vissuti nelle montagne e nelle colline e nei posti più sperduti, senza strade, senza acqua in casa, senza energia elettrica, senza telefono, senza soldi, ora che disponiamo di tutte queste cose, possibile che non siamo capaci di ricavare un’economia, che consenta di vivere anche in quei due terzi del territorio italiano, che la cultura dominante prende in considerazione solo per il tempo libero?”
In memoria, per chi desiderasse conoscere l’uomo Gino Girolomoni, suggerisco una lettera toccante http://www.montebellobio.it/pagina.asp?pag=831
Da Cornale lo ricorderemo con affetto e gratitudine.
Elena Rovera
 

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Pubblicato da Elena Rovera il 25 marzo, 2012 - 01:00

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