Beni comuni

Zafferano, oro rosso sulla nostra tavola!

"Coltivare, raccogliere ed essiccare lo zafferano - ci racconta Giovannina, esperta contadina - è un lavoro lungo e complesso. I lavori iniziano nel mese di agosto quando si tolgono i bulbi dai campi utilizzati l'anno precedente. E' importante cambiare terreno ogni anno perché lo zafferano consuma le sostanze contenute nei terreni per cui la sua coltivazione deve essere alternata con le leguminose che arricchiscono nuovamente i campi di composti azotati. Dopo esser stati selezionati, i bulbi migliori vengono ripiantati in nuovi terreni dove, con le piogge di fine estate, germinano e vanno a fiore. La raccolta dei fiori di zafferano si effettua ad ottobre. Per una ventina di giorni si va nei campi la mattina presto quando i fiori ancora sono chiusi e, a mano, si staccano i fiori uno per uno. Da ogni bulbo si raccolgono, in media, 3 o 4 fiori. Dopo la raccolta il bulbo resta nel terreno fino ad agosto dell'anno successivo. Con i fiori appena raccolti si effettua l'operazione chiamata sfioritura, cioè sia aprono i petali e si staccano a mano i pistilli (tre per ciascun fiore). Non ci sono macchine capaci di fare un'operazione così delicata quindi, per fare un chilogrammo di zafferano, bisogna ripetere questo gesto circa 250.000 volte! Dopo la sfioritura, i pistilli vengono essiccati ponendoli in appositi setacci che vengono appesi nel camino sopra braci di quercia o mandorlo. L' essiccazione è il processo più critico, perché riveste un ruolo fondamentale per dare allo zafferano il giusto sapore. Se i pistilli rimangono troppo umidi tendono a marcire e a dare un sapore sgradevole, se si seccano troppo diventano amari. L'olfatto e il tatto sono gli strumenti che mi permettono di capire quando sono pronti. Prima del confezionamento i pistilli vengono posti in strofinacci di lana infeltrita e cotone e lasciati riposare al buio".
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Pubblicato da il 26 Novembre, 2017 - 16:05
Beni comuni

Foglio Spesa 07/16

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Pubblicato da Elena Rovera il 25 febbraio, 2016 - 13:55
Beni comuni

Riflessioni sul margine di una fascia

Proponiamo questo scritto di Massimo Angelini, pubblicato su Nunatak (luglio 2010, pag 21-29).

RIFLESSIONI SUL MARGINE DI UNA FASCIA*

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Pubblicato da il 11 Ottobre, 2010 - 16:13
Beni comuni

FESTE SOTTO LA LUNA

la cultura contadina nel pensiero di Antonio Adriano

Inauguriamo oggi quella che vorremmo diventasse una tradizione: ogni anno, la prima settimana di luglio, pubblicheremo sul nostro blog uno scritto di Antonio Adriano (1944- 2 luglio 2006), socio fondatore della Cooperativa Cornale, che fin da ragazzo ha parlato di agricoltura e di cultura contadina con sguardo profetico ed innovatore.
Sono in vendita il suo libro Feste sotto la luna e il cd Balli e ballate dell’Albese che raccoglie i canti del Gruppo Spontaneo. Chi ne fosse interessato può scriverci.

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Pubblicato da il 5 luglio, 2010 - 01:18
Beni comuni

La gestione dell'acqua dipende dal nostro comportamento

Sulla scia della discussione aperta sull’importanza e sul ruolo dell’acqua, rispondiamo al commento di un lettore facendo intervenire Lorenzo Caponetti, dell’azienda Caponetti.

 A seguito della pubblicazione dell’intervento “L’acqua come bene comune” un lettore che si firma con il nome di kudablog  ha commentato proponendoci di visitare il suo blog e esprimere un’opinione in merito alla sua idea di dare vita a f
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Pubblicato da Redazione il 11 Dicembre, 2009 - 13:50
Beni comuni

L'acqua come bene comune

Un patrimonio dell'umanità da non sottovalutare

In questi giorni si parla tanto di acqua, soprattutto di privatizzazione dell’acqua e molte persone avvertono per la prima volta il pericolo di “perdere” il diritto ad accedere a un bene che è di tutti e che, proprio per questo, non può essere di nessuno in particolare.

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Pubblicato da Redazione il 24 Novembre, 2009 - 17:30

Perchè un blog?

Per raccogliere la voce di tante persone che, come noi, hanno a cuore i temi dell’agricoltura, dell’ambiente, della salute.
Per conoscerci e costruire insieme possibili esperienze di economia sostenibile.
 

 

 


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