Buone pratiche

Rosso di sole… e non di vergogna

Dai fatti di Rosarno alle nostre scelte quotidiane

In una lettera al quotidiano La Stampa di sabato 16 gennaio, una lettrice si chiede: “Se volessi mangiare frutta e verdura sicuramente non proveniente da sfruttamento e schiavitù di esseri umani nella mia Italia, dove devo andare a comprarla? Cosa posso fare per bloccare questa vergogna?
 
I fatti accaduti a Rosarno colpiscono e interrogano tutti noi sul razzismo e addirittura (con un orribile salto indietro nei secoli) sullo schiavismo. Le domande che avremmo creduto di non doverci mai più porre, almeno in Italia, sono tornate a essere attuali e tristemente urgenti.
E come sempre, i problemi grandi non nascono dal nulla e spesso avrebbero nei gesti quotidiani la loro prima e più semplice soluzione.
 
Sembra troppo facile, ma è proprio così: non mettere nel proprio piatto la salsa di pomodoro che ha gusto di schiavitù è il gesto più efficace per togliere di mezzo quel mercato, per “bloccare questa vergogna”. Siamo già in tanti a farlo: noi di Cornale, le famiglie che partecipano ad AgriSpesa, gli amici di Zolle, a Roma, in Calabria i ragazzi della Cooperativa Terre del Marro, e tanti, tanti altri.
 
Si tratta di non vivere con il paraocchi; si tratta di porsi delle domande.
Perché è consentito vendere dell’olio d’oliva a 1,90 euro a litro? O meglio, che cos’è il liquido contenuto in quelle bottiglie? Come vivono quei braccianti che nei paesi dell’Est producono formaggi che entrano in Italia a 1,5 euro al kg? Come avviene che quegli stessi formaggi vengano “trasformati” da abili affinatori in nostrane dop?
Come sono allevati i polli che costano meno di un caffè e a volte meno dell’acqua (petti di pollo a 2,5 euro al kg)?
 
La scelta che ci viene richiesta è per forza drastica e, forse per fortuna, i tempi ce lo impongono: avere meno, ma scegliere ciò che è fondamentale per vivere, in salute e in dignità.
 
Non vogliamo nutrirci dei veleni della schiavitù; perciò rifiutiamo ogni cibo che abbia come principale caratteristica quella di costare molto meno di quanto dovrebbe.

  

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Pubblicato da Elena Rovera il 22 gennaio, 2010 - 12:22

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