Buone pratiche

Ciò che è essenziale, oggi è considerato superfluo o inutile

L’ho sentito dire l’altra sera da Fabio Fazio, in un suo dialogo con Battiato. E mi è venuto in mente ciò che dice mio marito Raffaele, da tanti anni.

Quello che entra dentro di noi, il cibo e la cultura, sono ritenute cose di scarsa importanza, tanto non le vede nessuno. Fuori, firme, auto, telefoni, ville e piscine vengono messi “in mostra”. Così non si legge più e si inghiottisce qualsiasi porcheria.”
A me sembra che qualche cosa stia cambiando. Vedo sempre più spesso dei giovani genitori preoccuparsi di nutrire bene i loro figli (e ultimamente ho letto diversi interventi in proposito sul blog di Cornale). E ne vedo di bravissimi, capaci di inventare pranzi gustosi anche spendendo poco, calibrando gli accostamenti, utilizzando un po’ più cereali e legumi e un po’ meno le carni.
Anche la questione del prezzo è soprattutto una questione di scelte e di utilizzo del tempo.
Con pazienza si impara ad utilizzare la buccia ed i semi delle zucche; la coda verde dei porri tagliata a sottili rondelle profuma un risotto rustico; il gambo dei broccoli può condire la pasta o può accompagnare un piatto di formaggi. Ieri, nella cucina del nostro Punto Ristoro abbiamo “inventato” alcuni piatti meravigliosi (noi utilizziamo unicamente prodotti che “avanzano” dalle consegne di AgriSpesa). Abbiamo servito una ciotola di polenta con un bel cuore di yogurt di pecora e un grosso cucchiaio di cugnà. Poi il pollo, cotto in pentola con il trito di sette sapori, l’abbiamo accompagnato con pomodori e peperoni verdi guarniti di salsa di topinambur.
Chi era a tavola era incuriosito, contento: “Ma che idee, chi ve le ha suggerite?”
Ci sono state suggerite, da una parte, dalla necessità di utilizzare quei prodotti, dall’altra, dalla passione di scoprire grandi possibilità nelle cose più umili: in qualche pomodoro un po’ ammaccato al fondo di una cassetta, in un pugno di topinambur già piuttosto appassiti, in uno yogurt che doveva essere consumato nel giro di una settimana.
Coraggio, dunque, giovani mamme: cucinare per la propria famiglia è essenziale; spendere bene per cucinare è saggio; organizzare la pulizia e la cottura dei cibi occupa un tempo del tutto sensato se raffrontato con il risparmio che si otterrà ad avere una famiglia ben sana.
E i costi non sono alti, se si prova a consumare un po’ meno carne, e magari gallina anziché filetto, se si utilizzano tutte le parti delle verdure e tutti gli avanzi, per inventare piatti che non saranno da meno di quelli inventati dalle nostre nonne, con i “vansùir”: ravioli, capunet, polpette, stranguiapreve…
Perché ciò che è essenziale continua a essere essenziale e per stare bene è anche sufficiente.

  

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Pubblicato da Elena Rovera il 6 Dicembre, 2009 - 21:13

Perchè un blog?

Per raccogliere la voce di tante persone che, come noi, hanno a cuore i temi dell’agricoltura, dell’ambiente, della salute.
Per conoscerci e costruire insieme possibili esperienze di economia sostenibile.
 

 

 


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