Alimentazione e bambini

Una rete tra famiglie per la qualità del cibo nelle mense scolastiche

L’esperienza e la proposta di una delle famiglie che partecipano ad AgriSpesa

L’attenzione all’alimentazione dei bambini specie negli ambiti scolastici è un argomento che tocca molti di noi da vicino, nella quotidianità e nella responsabilità di crescere al meglio i nostri figli. Alla proposta della Sig.ra Ninatti sono seguiti commenti e email; tra queste pubblichiamo la lettera inviataci dalla fam. Callejo che, raccontandoci la sua esperienza, rilancia l’idea di creare una rete tra le famiglie per costruire nuove opportunità di alimentazione sana per i bambini in età scolare.

Cari amici,
Noi siamo una famiglia di Milano. Abbiamo due figli, il più grande, Mario, frequenta la seconda elementare, la più piccola, Sabina, l’asilo nido.
Ci prendiamo tanto tempo per curare l’alimentazione di tutta la famiglia, sia come composizione, sia come provenienza. La scelta del biologico è stata immediata, ma non ci ha soddisfatto pienamente. Il Bio non è più quello di una volta, fatto di piccoli produttori, attenti al territorio, che lavorano con cura e con orgoglio del proprio lavoro. Una parte del Bio rimane così, però c’è tanto Bio industriale, che se ben rispetta le “leggi” del biologico, non rispetta la filosofia e la cultura dell’amore per la terra, per le tradizioni agricole, per il territorio e per gli agricoltori.
La goccia che ci ha fatto “abbandonare” il Bio è stata
l’industrializzazione della distribuzione, i supermercati bio no, proprio no! Questo sistema ci allontana da chi produce, impoverisce quello che mangiamo, genera una catena di costi che non fa giustizia ai coltivatori e allevatori e nemmeno ai consumatori. E cercando qualcosa di nuovo, siamo stati fortunati e abbiamo trovato la Cascina Cornale, ed eccoci qua, da oltre un anno.
Crediamo di aver trovato la soluzione che permette di mangiare cose buone, sane, nel rispetto della natura, ma anche nel rispetto delle persone, del territorio. Tante volte senza una certificazione ufficiale, ma in piena fiducia in chi coltiva o alleva, questo è vero biologico. Questo rapporto diretto con chi produce, con chi coltiva le cose che noi mangiamo, arricchisce tutta la catena, dal prodotto, al produttore al consumatore finale. Il “salto” del distributore, non è l’unica cosa, ma fa la differenza.
Al nido di nostra figlia, nido comunale di Milano, il cibo è 100% industriale, non biologico, ed anche noi abbiamo iniziato una ricerca su come comportarci e come “forzare” le istituzioni a girare, a cambiare approccio e tentare la via dell’acquisto diretto dai produttori di cibo di qualità.
Quindi, anche noi, come la Sig.ra Ninatti, siamo molto interessati a iniziare questo lavoro, con altre famiglie, di Milano e non (forse a Torino sono più avanti) con cui possiamo trovarci e magari iniziare a creare una rete di lavoro per portare avanti questa iniziativa. Il nostro lavoro come famiglia adesso si basa sulla ricerca di associazioni già esistenti, perché almeno una c’è, che si occupano di fare lobby nel comune per introdurre il massimo di cibi sani e curati nei nidi comunali.
Il caso del figlio grande, è diverso. Lui frequenta una scuola privata a Milano, la Rudolf Steiner. C’è la cucina interna, una brava cuoca, e tanta cura per l’alimentazione. Il menù è gestito da una commissione in collaborazione con il medico scolastico. E’ un’ alimentazione prettamente vegetariana, e al 90% biologica. Io credo però che questo non basta. La nostra cucina si serve da un grosso distributore del biologico. Io penso che si possa fare di meglio, passando direttamente all’acquisto dai produttori, spezzando questa catena della grande distruzione. Per questo stiamo lottando all’interno della nostra scuola. Non è facile, perché tante persone ritengono che siano soltanto validi i certificati, anche se sappiamo che non tutti gli enti certificatori sono affidabili. Anche se sappiamo che vale di più la cura di un piccolo agricoltore per i suoi prodotti che un pezzo di carta. Anche se sappiamo che dietro a tanto biologico c’è una gestione industrializzata del cibo. Anche se sappiamo che un certificato bio non dà la “certificazione” etica del trattamento del prezzo pagato agli agricoltori e allevatori. Ancora questa è una barriera che ancora limita la scelta. Comunque, noi continuiamo la nostra lotta per portare avanti questo progetto.
Mi dispiace per la lunghezza, ma non sono riuscito a limitare i pensieri.
Spero che altre famiglie si uniscano a noi, per il bene delle generazioni future.
Un caro saluto a tutti, ed un grazie speciale a tutte le persone della Cascina Cornale che questi incontri siano possibili.
 
David Callejo Munoz.
 
 

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Pubblicato da Redazione il 18 Novembre, 2009 - 16:39

Perchè un blog?

Per raccogliere la voce di tante persone che, come noi, hanno a cuore i temi dell’agricoltura, dell’ambiente, della salute.
Per conoscerci e costruire insieme possibili esperienze di economia sostenibile.
 

 

 


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