Agricoltura nativa

8 marzo Festa della donna

Profumi provenzali fra le montagne della valle Stura

A Pietraporzio (Cn), un paesino dell’alta Valle Stura, ha sede un saponificio che unisce l'antica tradizione saponiera marsigliese e le ricette erboristiche delle valli alpine del cuneese.

“Le nostre valli sono da sempre intimamente legate con la Provenza.” - racconta Paolo Bottero, fondatore, insieme ad Alessia Bruno, dell'azienda Rose e Caprioli - “ Per secoli i pastori e i contadini dei nostri territori si sono recati in Francia per lavoro. Così è accaduto anche a mio nonno che si è trasferito a Marsiglia nello scorso secolo e qui è stato iniziato all'arte dei maîtres savonniers. Alcuni anni or sono mio cugino, anch'egli maître savonnier, mi ha proposto di trascorrere un periodo in Provenza per apprendere la loro arte. Così ho frequentato la scuola per maestri saponificatori e, lo scorso anno, ho ottenuto ufficialmente il diploma di maître savonnier, un titolo riconosciuto in Francia, ma poco noto in Italia.

Il nostro territorio ha da sempre una forte vocazione alla coltivazione di erbe officinali e così, fondendo l'arte dei saponificatori provenzali con l'arte degli erboristi delle nostre valli, abbiamo dato vita al saponificio 'Rose e Caprioli' e all'azienda agricola 'Eryngium' . La nostra azienda agricola, che prende il nome dal rarissimo fiore 'Regina delle Alpi' (Eryngium alpinum), coltiva, raccoglie e trasforma piante officinali e aromatiche di alta quota. Poiché i territori montani non hanno grandi estensioni abbiamo creato un sistema di micro coltivazioni, alcune delle quali anche all’interno di piccoli appezzamenti nel paese.

L’azienda raccoglie ed utilizza inoltre piante spontanee, facilitandone la crescita e la riproduzione attraverso tecniche attente all’equilibrio dell’ambiente impiegando, ad esempio, cavalli invece che attrezzature meccaniche. I metodi di coltivazione sono quelli tramandati dagli antichi montanari: individuazione dei terreni dove le piante crescono già spontaneamente, raccolta dei semi e semina manuale degli stessi nel medesimo luogo. Il seme germogliato in sito, rispetto a quello germogliato in serra ha una mortalità più elevata, ma la pianta sopravvissuta è ovviamente più forte e ricca di principi attivi. Le piante vengono raccolte esclusivamente a mano, solo nel momento in cui livelli degli oli essenziali in esse contenuti sono al massimo (momento balsamico) ed essiccate in essiccatoi tradizionali per preservarle nel migliore dei modi. La trasformazione delle piante in estratti avviene solamente impiegando metodi della tradizione e cioè per distillazione in alambicco mediante corrente di vapore, per le piante con alto contenuto di oli essenziali, oppure mediante macerazione in glicerina vegetale o in olio di mandorle. Cerchiamo, per quanto possibile, di produrre in loco quanto ci serve per la realizzazione dei nostri saponi, per poter mostrare ai nostri clienti che ciò che produciamo è realmente naturale. In quest'ottica siamo sempre disponibili a ricevere visite guidate nella nostra azienda agricola e nel nostro saponificio, così da poter mostrare a tutti la genuinità del nostro lavoro.

Il saponificio impiega solo macchine della tradizione artigiana marsigliese che lavorano il sapone a freddo e che consentono di produrre giornalmente un numero limitato di pezzi ma tutti di qualità garantita. La saponificazione Marsiglia avviene impiegando esclusivamente oli vegetali e soda.

Storicamente a Marsiglia veniva soprattutto saponificato l’olio di oliva della Provenza a cui, nei secoli successivi, si sono aggiunti l'olio di cocco, di palma e di palmisto (semi di palma) provenienti dalle colonie francesi. La saponificazione conosciuta come Marsigliese si effettua in grosse caldaie e comprende fasi differenti che si susseguono per 6 giorni e 6 notti. Dapprima viene preparato un impasto dove agli oli vegetali presenti in caldaia viene aggiunta la soda ricavata da un'alga marina (salicornia) per innescare la saponificazione. La fase successiva è la cottura. In questo passaggio il sapone ottenuto dalla reazione tra le sostanze grasse e la soda cuoce ad una temperatura di circa 80/90°C durante il giorno mentre, durante la notte, riposa con la caldaia coperta per mantenere il calore e completare la saponificazione. Il terzo passaggio è la separazione. In questa fase il sapone viene lavato con acqua e sale marino per far precipitare le impurità e rimuovere l'eccesso di glicerina. L'ultimo passaggio è la liquidazione, momento in cui il sapone purificato presente nella caldaia viene portato ai valori ottimali previsti dalla ricetta e , dopo un lungo riposo, viene pompato nell'impianto di concentrazione dove, grazie al vuoto ed al calore, cede l'umidità passando allo stato solido.

Ci fa piacere invitare le famiglie di AgriSpesa a Pietraporzio a vedere il nostro lavoro certi che, con i profumi delle nostre montagne, vi faremo riscoprire il piacere di lavarvi le mani.”

L'artigianato del sapone, tra Marsiglia e la Provenza € 8,78
1 saponetta g 100, 1 sapone di Marsiglia cubo g 300, 1 sapone di Marsiglia da bucato in scaglie neutro o profumato g 250 -

Saponette di erbe di montagna € 7,85 3 saponette: alla calendula, alla stella alpina e alla lavanda g 100 cadauna-

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Pubblicato da il 1 marzo, 2016 - 00:25

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