Agricoltura nativa

Le zucche “stressate”

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Pubblicato da Redazione il 5 febbraio, 2018 - 13:18
Valore di origine

Dal 2003 AgriSpesa consegna prodotti di agricoltura contadina, a poche ore dal raccolto.

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Pubblicato da Redazione il 2 febbraio, 2018 - 08:12
Mangiare sano

Budino all'arancia

Budino all’arancia by social agrispesa on 500px.com

  

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Pubblicato da Redazione il 29 gennaio, 2018 - 10:04
Mangiare sano

La lattuga Moretta: croccante, resistente e buona

La lattuga Moretta: croccante, resistente e buona by social agrispesa on 500px.com

 

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Pubblicato da Redazione il 25 gennaio, 2018 - 12:08
Agricoltura nativa

‘Se il primo tuono anticipa il canto del cuculo, non sarà una buona annata’

Se il primo tuono anticipa il canto del cuculo by social agrispesa on 500px.com

 

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Pubblicato da Redazione il 21 gennaio, 2018 - 08:25
Agricoltura nativa

Tarocchi del muso

Arance tarocco raccolta 

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Pubblicato da Redazione il 17 gennaio, 2018 - 14:15
Alimentazione e bambini

Alimentazione in gravidanza

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Pubblicato da Redazione il 12 gennaio, 2018 - 13:52
Beni comuni

Zafferano, oro rosso sulla nostra tavola!

"Coltivare, raccogliere ed essiccare lo zafferano - ci racconta Giovannina, esperta contadina - è un lavoro lungo e complesso. I lavori iniziano nel mese di agosto quando si tolgono i bulbi dai campi utilizzati l'anno precedente. E' importante cambiare terreno ogni anno perché lo zafferano consuma le sostanze contenute nei terreni per cui la sua coltivazione deve essere alternata con le leguminose che arricchiscono nuovamente i campi di composti azotati. Dopo esser stati selezionati, i bulbi migliori vengono ripiantati in nuovi terreni dove, con le piogge di fine estate, germinano e vanno a fiore. La raccolta dei fiori di zafferano si effettua ad ottobre. Per una ventina di giorni si va nei campi la mattina presto quando i fiori ancora sono chiusi e, a mano, si staccano i fiori uno per uno. Da ogni bulbo si raccolgono, in media, 3 o 4 fiori. Dopo la raccolta il bulbo resta nel terreno fino ad agosto dell'anno successivo. Con i fiori appena raccolti si effettua l'operazione chiamata sfioritura, cioè sia aprono i petali e si staccano a mano i pistilli (tre per ciascun fiore). Non ci sono macchine capaci di fare un'operazione così delicata quindi, per fare un chilogrammo di zafferano, bisogna ripetere questo gesto circa 250.000 volte! Dopo la sfioritura, i pistilli vengono essiccati ponendoli in appositi setacci che vengono appesi nel camino sopra braci di quercia o mandorlo. L' essiccazione è il processo più critico, perché riveste un ruolo fondamentale per dare allo zafferano il giusto sapore. Se i pistilli rimangono troppo umidi tendono a marcire e a dare un sapore sgradevole, se si seccano troppo diventano amari. L'olfatto e il tatto sono gli strumenti che mi permettono di capire quando sono pronti. Prima del confezionamento i pistilli vengono posti in strofinacci di lana infeltrita e cotone e lasciati riposare al buio".
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Pubblicato da il 26 Novembre, 2017 - 16:05
Valore di origine

Eda, bietola selvatica

Nella spesa di questa settimana AgriSpesa ha il piacere di inserire alcune specialità coltivate nella splendida Sardegna da Angelo Corona, da anni appassionato promotore dell'agricoltura biologica in provincia di Cagliari e convinto sostenitore della biodiversità agricola. Angelo è tra i soci fondatori della cooperativa agricola Terra Nuova che dal 1985 coltiva con metodi biologici circa 20 ettari nella piana del Cixerri nel comune di Siliqua (Ca). “Le bietole rosse selvatiche e la cicoria selvatica”- presenti nella spesa di questa settimana- “crescono spontaneamente nei nostri campi. Nascono in autunno, con le prime piogge, noi le raccogliamo a partire da ottobre/novembre. Le bietole selvatiche sono ottime lesse con un filo di olio d'oliva, un pizzico di sale e qualche goccia di limone. Hanno un gusto più intenso di quelle coltivate, e possono anche essere cucinate facendole saltare in padella insieme alla cicoria selvatica di cui smorzano l'amaro.” Oltre alle erbe spontanee, nella spesa di questa settimana, potete assaggiare anche il papavero rosolaccio, le arance ed i carciofi tutti provenienti dalla Sardegna e prodotti direttamente da Angelo o da coltivatori da lui selezionati e che condividono la sua visione del mondo agricolo.
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Pubblicato da il 9 febbraio, 2017 - 15:50
Qualità del prodotto

FAGIOLI E CAPRIOLI

il raccolto 2016 dei Fagioli del Babi

Dario Dalmasso dell’azienda L’Ubèrge di Serravalle di Piasco (Cn) coltiva una varietà di fagioli bianchi di Spagna adattata da secoli alla Valle Varaita, i ‘fagioli del Babi’. Li troviamo nelle AgriSpese di questa settimana. I fagioli del Babi sono di pezzatura leggermente più piccoli dei loro antenati, i bianchi di Spagna, ma sono più resistenti. Dario semina i suoi fagioli con la luna crescente di aprile e, in primavera, aiuta le pianticelle ad attorcigliarsi intorno alle pertiche di castagno chiamate fasulè. Gli altri fagioli tendono spontaneamente a crescere intorno alle pertiche mentre i fagioli del ‘babi’, se lasciati a se stessi, si diffondono all’altezza del terreno ‘al pian di babi’, cioè, letteralmente, ‘al piano dei rospi’. In estate i fagioli fioriscono e danno frutti pronti per la raccolta nel mese di settembre. I fagioli secchi del nuovo anno saranno disponibili a Dicembre. Nel raccontarci come sta andando la coltivazione dei fagioli del Babi di quest’anno, Dario ci dice: “Purtroppo non posso darvi buone notizie. Pochi giorni fa alcuni caprioli sono entrati nel mio orto e hanno mangiato metà delle piante di fagiolo. Devo rapidamente trovare un sistema per tutelare le mie piantagioni dagli ungulati selvatici altrimenti, oltre al danno causato dagli animali, continuerò a ricevere le beffe dallo Stato che dice di non poter pagare gli
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Pubblicato da Elena Rovera il 4 Ottobre, 2016 - 18:39
Mangiare sano

Conosciamo Cascina Campora

Nella nostra terra cresce bene l'uva freisa e molte delle viti hanno la mia età.
Le nostre coltivazioni sono tutte biologiche e fra i filari delle viti lasciamo che l'erba cresca.
Oltre al vino freisa biologico produciamo anche dell'ottimo agro di vino invecchiato 20 anni che chiamiamo 'Veji Bruschet'.”

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Pubblicato da Redazione il 28 luglio, 2016 - 12:53
Mangiare sano

La rivoluzione del mangiare sano. … è alla portata di tutti.

 
Abbiamo chiesto alla biologa nutrizionista e ricercatrice Linda Sacchetti di sintetizzare alcune regole per imparare a nutrirci in modo più sano e naturale.

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Pubblicato da il 20 maggio, 2016 - 14:20
Valore di origine

Il caglio

la storia del caglio raccontata da Silvano Galfione

La storia della caseificazione ha origini antichissime risalendo, nel bacino mediterraneo, al terzo milennio a.C.

Fondamentale per la genesi dei formaggi è il caglio una miscela di enzimi ad azione proteasica capace di scindere i legami fra le caseine del latte di far precipitare le proteine.

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Pubblicato da il 1 aprile, 2016 - 12:31
Agricoltura nativa

Gli asparagi

Quando arrivano i primi asparagi, abbiamo la certezza che la primavera è arrivata!

Sono depurativi e diuretici, poco calorici, ricchi di vitamina B, di sali minerali, tra i quali calcio, fosforo e potassio, di acido folico, e si prestano a rendere saporite moltissime ricette.

La coltivazione di quegli asparagi consegnati da AgriSpesa è cominciata molto tempo prima, questo è ciò che potresti non sapere e che ora ti racconteremo.

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Pubblicato da il 1 aprile, 2016 - 11:59
Agricoltura nativa

19 marzo Festa del papà

La birra Imperial Stout di Alessandro Boero

In occasione della festa del papà AgriSpesa presenta la più recente creazione del maestro birraio Alessandro Boero: la birra Imperial Stout dell'Agribirrificio di Frassino (Cn) in val Varaita.

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Pubblicato da Redazione il 29 febbraio, 2016 - 23:30
Agricoltura nativa

8 marzo Festa della donna

Profumi provenzali fra le montagne della valle Stura

A Pietraporzio (Cn), un paesino dell’alta Valle Stura, ha sede un saponificio che unisce l'antica tradizione saponiera marsigliese e le ricette erboristiche delle valli alpine del cuneese.

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Pubblicato da il 29 febbraio, 2016 - 23:25
Agricoltura nativa

La farina di mais e i biscotti della Cascinetta

La farina di mais

Dino Raviola della Cascinetta di Villanova d'Asti (At) coltiva grano tenero, farro e mais di varietà locali selezionate per le loro caratteristiche di qualità e rusticità. I cereali vengono macinati presso un antico mulino a pietra a Mocucco Torinese per ottenere farine direttamente panificabili. Nel laboratorio di panificazione ricavato dal vecchio forno a legna dell'azienda le farine vengono lavorate seguendo antiche ricette contadine per ottenere ottimi biscotti.

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Pubblicato da Redazione il 29 febbraio, 2016 - 23:17
Mangiare sano

Le erbe di campo

Mauro Villa raccoglie per AgriSpesa nella collina di Gassino Torinese borragine, tarassaco, farinaccio, piantaggine, ortica e qualche fiore di campo come la violetta o la primula.

Le erbe spontanee sono da sempre utilizzate nella preparazione di tantissimi piatti: dalle frittate alle minestre, ai risotti o per insalate saporite e colorate. Sono un dono che la natura ci offre, un cibo che cresce senza doverlo coltivare, una vera ricchezza per la nostra tavola e per la nostra salute.

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Pubblicato da Redazione il 29 febbraio, 2016 - 23:10
Beni comuni

Foglio Spesa 07/16

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Pubblicato da Elena Rovera il 25 febbraio, 2016 - 13:55
Agricoltura nativa

Il calendario delle stagioni

Le capre d’inverno e il massaggio alla pancia

Le capre di Marta Fossati vivono in stalla dopo essere state al pascolo fino al 26 dicembre. Adesso 110 di loro sono gravide e si preparano a partorire dalla settimana entrante fino ai primi marzo. In questa fase le capre sono tanto delicate e se l’allevatore involontariamente sbaglia qualcosa nell’alimentazione o se fa più freddo le capre patiscono. Marta deve perciò controllarle, proprio guardarle a una a una. A Marta basta cogliere un piccolo sintomo per capire che c’è qualcosa che non va. Se è problema digestivo, cioè se Marta vede che non ruminano, basta un massaggio alla pancia. Infatti in questa fase tutta la loro pancia è occupata dal capretto e il rumine è compresso. Così, se mangiano troppo in fretta si ingozzano un po’ (infatti questi problemi capitano proprio alle più ingorde)
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Pubblicato da Redazione il 13 febbraio, 2016 - 23:51

Perchè un blog?

Per raccogliere la voce di tante persone che, come noi, hanno a cuore i temi dell’agricoltura, dell’ambiente, della salute.
Per conoscerci e costruire insieme possibili esperienze di economia sostenibile.